Fra un po’, ad un certo punto, in linea di massima

Posted on 26/03/2012 by cesare del prato in Attività, Blog, I cori, Notizie

Cesare e Vincenzo - photo by Miriam Canelles

Come fare per farvi capire? Da dove cominciare? Come fare dopo 16 anni e una vita trascorsa, tante cose che cambiano, a trovare le risorse dentro di sé per proporre ancora concerti, idee. Dunque questo titolo, ad oggi che avrei dovuto scrivervi di tutto ciò che dovremo fare.

Sto per andare ad una riunione dove decideremo delle cose. Quali e quanti concerti fare per la prossima stagione di giugno a S. Alessio all’Aventino, dove lo scorso anno ci salutammo con l’ottimo Padre Bruno che mi disse che il giardino sarà disponibile solo per noi. Come non approfittare orgogliosi e onorati?. Poi abbiamo una strana storia quasi da racconto se io sapessi scrivere; tra il 1996 e il 2001 abbiamo fatto dei concerti sul sagrato di S. Teodoro all’Aventino, poi la chiesa fu regalata dal papa alla comunità graco-ortodossa, noi emigrammo a S. Alessio. Lavori, restauri, eccetera. Lo scorso anno mi ha chiamato un architetto “parrocchiano” greco ortodosso, si chiedevano da tempo chi fossero quei giovani (!) che all’epoca facevano tutte quelle belle serate, e così tra una sedia e l’altra impilate in cataste evidentemente poco usate, esce fuori un depliant del 2000 con tutti i nostri concerti e il mio numero di telefono. Proposte di collaborazioni varie. Vedremo.

Poi c’è Charlie Cannon, che vorrei coinvolgere quest’anno. Poi abbiamo il Teatro Vascello. Che è un ambito contenitore, ma il contenuto ce lo devo mettere io.  Da dove cominciare questa avventura? Ne avrò la forza, oppure i 45 anni che incombono sono troppi per nutrire l’incoscienza di imbarcarsi in tutte queste imprese, senza soldi, con poco tempo e sopratutto senza avere più la sensazione che insieme a me ci sia l’entusiasmo di tanti amici coristi soci.

Soci acmt, coristi, ex coristi, amici, voi che tante sere d’inverno avete la voglia di uscire di casa con la piggia, lasciare la tv a parlare da sola per venire a cantare e fare musica, dove siete? Vi fate sentire? Oltre a lanciare questo appello pubblico non so cosa fare.

Sta fallendo in questa città, sempre più più avvilita e spaventata, la spinta ideale di un associazionismo fatto di volontariato e di  scarsissimo profilo imprenditoriale? Ci sono soci amici, che chiedono gli sconti. Ma ti chiedi gli sconti da solo? I soldini che entrano vengono spesi per tutti noi, non c’è nessuno alla cassa con un sigaro in bocca che a fine giornata fa i conti e si porta a casa quello che avanza. La quota associativa è di 40€ all’anno. Ci si chiede come fare per sollecitare la sottoscrizione, proporre gadget, e simili. Ma un semplice “Grazie” non basta? Possibile che ancora non riesco a far capire che queste risorse si utilizzano per comprare nuovi strumenti, organizzare una serata, stampare dei volantini, per fare cose belle? Amici mi dicono “l’acmt di fatto sei tu, rendila una fonte di reddito”. No, non è nata così, e con questo nome non lo sarà mai. Non per ottusa coerenza ma proprio per una sorta di impegno ideologico con il mio modo di essere operatore culturale. Non posso farci nulla, non è colpa mia se l’unica forza che muove il mondo sempre di più in modo esclusivo sono i denari.

Unica grande soddisfazione in realtà sono i bimbi. Tanti bambini che cantano con me in questo periodo, che mi aspettano alle prove contenti di ciò che gli do senza se e senza ma. A maggio faremo delle cose con i cori di voci bianche che cantano i canoni a tre voci, l’inno di mameli, nessun dorma e go down moses, tanti generi musicali diversi, che per loro, i bambini,  non sono rinchiusi in recinti  separati, per loro la musica ancora corre per sconfinate praterie.

Cesare

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