PPFF 15, una specie di comunicato stampa

Posted on 17/02/2011 by cecca in 2010, Notizie

Stiamo progettando per il prossimo giugno, la quindicesima stagione consecutiva diconcertidella nostra associazione, in uno deigiardini più belli di Roma, grazie alla disponibilità del rettore della Chiesa di S. Alessio all’Aventino, in cui allestiremo tutte le strutture necessarie per realizzare sei manifestazioni, sedie, palco, luci, srumenti.

Per la rassegna abbiamo coinvolto 29 musicisti professionisti, 90 coristi amatori, e 60 bambini e ragazzi che fanno parte della Scuola di Musica. Saranno a carico dell’ACMT tutte le spese di organizzazione, allestimento, luci, audio, rimborsi spese per i musicisti, siae, pubblicità.

I CONCERTI

A parte il doppio saggio dedicato ai bambini (ore 19) e ai ragazzi (ore 21) della Scuola di Musica, gli altri concerti sono stati pensati come degli spettacoli veri e propri. Il Coro Gospelracconterà una favola moderna, la parabola del capo di un villaggio che priva i sui abitanti della voce.Il Coro Lightpropone un concerto jazz e ospita un sestetto con una bella sezione di fiati.Il Coro Classicoparteciperà alla messa in scena di Vivaldi, la disputa, piece appositamente scritta da Roberto Longo. Nel 1712, mentre l’Inquisizione indagava sul prete rosso, una nobile patrizia veneziana convocava presso la sua casa Antonio Vivaldi, le sue “putte” e un gruppo di musicisti turchi (rappresentati dal Quartetto Marmediterre)Julio Solinas reciterà nella parte dell’Inquisitore.

Il 13 giugno “con concerto” ovvero concerto condiviso; quattro amici pianisti Cesare del Prato, Luca Monti, Irene Franceschini e Daniele Adornetto,si incontrano intorno al pianoforte; “Una serata che inventeremo, un modo diverso per proporre musica per pianoforte dal vivo” .L’ultima serata sarà il 17,una festa. Tutti i cori in un “Recital per coro”, insieme a tutti gli amici musicisti che vorranno venire e suonare.

Tute le sere grazie alla collaborazione con FaenasCafè, sarà possibile mangiare da un lauto buffet e bere qualcosa dalle ore19,30 con un contributo di10€.

E ora parliamo di cose nuove..

Tutti i concerti saranno a titolo gratuito e ad ingresso libero. Nessuno dei nostri 125 soci sposorizzerà questi eventi nè è stato richiesta una “quota saggio”. Il bilancio complessivo di spesa dell’intera piccola stagione è di meno di 5.000 euro, che realizzaremo grazie ad un piccolo fondo che abbiamo messo da parte durante l’anno e ai proventi che crediamo di realizzare con il servizio drink & food. Tutti prenderanno un piccolo rimborso spese minimo.

E ora la domanda delle domande..

Perchè?

Cesare del prato: “Perchè in un momento come questo, in un mondo come quello che ci ritroviamo, noi musicisti e operatori culturali dobbiamo protestare. E il modo migliore è fare meglio possibile il proprio lavoro. Io sento come un moto rivoluzionario nei confronti del “sistema musica” in cui siamo in italia, che mi spinge a inventare una sorta di resistenzaculturale attiva. Recuperare il valore intriseco di un certo tipo di attività culturale di base attraverso un certo meccanismo e metodo”


Quale metodo?

“Riuscire ad unire intenti comuni, accogliere idee progetti, essere chiarissimi nella gestione economica, estendere a tanti la gestione delle attività coinvolgendo in nome del bello e della bellezza. Creare legami di amicizia e stima.

Il budget limitato per questa rassegna dimostra molte cose. Forse anche che in molte occasioni si finanziano realtà simili con troppi soldi. Ma anche dimostra che troppi pochi fondi sono destinati dagli enti pubblici ad attività culturale di base. Sarebbe anche il caso di ripensare il concerto di cultura e spettacolo che sono sempre considerate una cosa sola. Stanziare grosse cifre per un teatro storico o per un concertone al circo massimo, è cetamente un apprezzabilissimo sforzo per la realizzazione di uno spettacolo eccezionale, che non deve essere in discussione. Ma si deve considerare anche che con quell’unica cifra si poteva consolidare la realtà di decine di associazioni cittadine, che operando nei quatrieri, coinvolgono centinaia di persone che sono poi l’eventuale pubblico in più, di quei teatri. Che sono anche persone che comunicano, si informano,si interessano, pensano..

Allora io credo che una forma di Resistenza sia necessaria, e che sia anche ben comunicata e condivisa. Spesso faccio molta fatica a chiarire questi principi anche agli stessi soci dell’acmt, che si aspettano semplicemente una comoda scuola di musica, si porgono come clienti di un servizio. Invece questa associazione è nata 16 anni fa intorno ad un progetto che vedeva coinvolte 50 persone. E l’idea originaria è rimasta intatta, come, non a caso, il nome che porta. Fare attività culturale con e per le persone. Insegnare senza salire in cattedra, divulgare e diffondere un messaggio di cultura attraverso la musica. Qui non c’è nessuno che utilizza questa struttura a fini di lucro, il basso profilo imprenditoriale è la regola del nostro sistema. Abbiamo 1 euro, spendiamo 1 euro per fare cose belle.

Ogni serata è stata ideata con un “pensiero” di protesta e di resistenza. Spero che chi parteciperà possa cogliere anche questo messaggio.

In una delle serate e non diciamo quale, metteremo in scena una performance artistica. Il concetto è che la realtà rappresentata è più efficace della realtà vera. Ciò che appare è più efficace di ciò che è. Allora noi ci appropriamo di un opera, con il tacito consenso degli autori, Johannes Brahms, e Friedrich Schiller. Non vi svelo come, rappresenteremo la cantata di Brahms op 82 che si intitola Naenie. Le parole di Schiller sono un inno alla bellezza. “Auch das Schoene muss sterben” (Anche la bellezza è destinata a morire). La bellezza deve poter morire perchè se muore vuol dire che è stata, è esistita e l’uomo ha potuto goderne e appropriarsene.”

“Guarda, piangono gli dei, e piangono tutte le dee, perchè la Bellezza svanisce, e la perfezione muore. Ma anche essere solo un canto sulla bocca dell’amata, è cosa spendida, perchè solo l’uomo misero scende agli inferi nel silenzio.”

Noi rappresenteremo questa opera di altissima cultura europea nel suo messaggio quanto mai attuale, e lo eleveremo a simbolo di una protesta volutamente “alta” e di profonde radici, per la dignità di tutti gli uomini che non siano miseri e che non debbano morire nel silenzio.

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