L’elenco dei morti viventi

Posted on 23/04/2013 by cesare del prato in Pillole

Per la pillola della settimana vi propongo alcune riflessioni circa il passaggio di 46 grandi musicisti che hanno aggiunto alla nostra di vita quel qualcosa in più tale da consentirci di farcela passare con maggior sollievo. Li ho chiamati morti viventi perché tali sono in quanto immortali. È stata una ricerca che ho fatto anni fa quando mi trovai a gestire alcuni corsi di guida all’ascolto. La ricerca va da J.S.Bach (1685) a J. Lennon (1940). Ovviamente sono esclusi a mio arbitrarissimo giudizio moltissimi dei cosiddetti grandi, ma mi serviva più che altro un modello.

La prima considerazione è che la visione storica schiaccia il passato in una marmellata cronologica, mentre più ci si avvicina alla contemporaneità più sono nitidi i contorni. Così è facile immaginare che J. S. Bach e J. Brahms siano laggiù negli scorsi secoli mentre J. Lennon è presso di noi. E si sbaglia. Infatti il tempo che intercorre tra la nascita di Brahms e Lennon è inferiore agli anni che separano la nascita di Bach da Brahms; l’ho sempre detto io che il grande Johannes è uno di noi!

Ci sono molti luoghi comuni che vengono fuori scorrendo le tabelle che vi propongo in questo articolo, ad esempio che W.A Mozart sia morto giovane. Ebbene sì, accidenti, fosse vissuto un’altra decina di anni saremmo stati tutti altri uomini sulla terra, anche in considerazione del fatto che le cose migliori (dicono) che le abbia fatte negli ultimi 11 anni della sua vita. Però in realtà è morto a 35 anni e mezzo. Più vecchio dunque di V. Bellini (34 anni), F. Schubert (31 anni), e G.B. Pergolesi (26 anni), e poco più giovane di tantissimi come G. Gershwin che è morto a 39 anni. Molti luoghi comuni ci sono da sfatare su WAM, tra cui che fosse povero, che fosse sfigato tanto da meritarsi una fossa comune. Nulla di tutto ciò, ma Egli merita una pillolona a parte. Però a proposito del bambino prodigio per antonomasia bisogna dire che la sorella del salisburghese fu bimba prodigio forse maggiore (però bimba, all’epoca in cui le quote rosa non le avevano neanche immaginate), e che Rossini ad esempio fu un genio precoce sin da piccolissimo. Rossini il quale nacque tre mesi dopo la morte di Mozart tal che qualcuno gridò alla reincarnazione.

La prima tabella che vi propongo è l’elenco dei morti viventi che ho preso in considerazione. Nella prima colonna sono in ordine di apparizione, nella seconda ordinati secondo la lunghezza della vita, nella terza in ordine di… apparizione.

(cliccandoci sopra si dovrebbe ingrandire)

cronologie di musicisti

La seconda tabella è il planning completo. È possibile apprezzare alcuni anni particolarmente eccezionali come il 1685 in cui sono nati Bach, Haendel e Scarlatti, oopure il caso del 1813 stesso anno di nascita di Verdi e Wagner, infatti siamo nel pieno dei festeggiamenti per il 200° compleanno dei due, che poi si sono in vari modi contrapposti per tutta la vita. Quella di Verdi più lunga, sarà stata la dieta mediterranea.  Non so cosa pensare dello stile di vita delle signore mitteleuropee dei primi anni dell’800. Non sarà un caso che tra il 1809 e il 1811 siano nati Chopin, Mendelsshon, Liszt, e Schumann. Quattro monumenti, che hanno cambiato la mia vita e quella di chissà quanti!

planing vite di musicisti

 La terza tabella prende in esame gli incontri di alcuni, ovvero se nella loro contemporaneità si sono incontrati, dunque influenzati a vicenda, che tipo di relazione possono aver avuto. Ad esempio è noto che il giovane ma già valente Beethoven suonò per una celebrazione della morte di Mozart un concerto delle stesso Wolfy, come è noto che il grande Schubert nella sua vita fu così modesto che non ebbe mai il coraggio di incontrare il tedesco sordo e austero, pur avendo vissuto a Vienna nella stessa città per anni. Dunque nella tabella c’è la linea Vivaldi Bach Haendel Haydn (i primi due si stimavano molto, Bach faceva i chilometri a piedi per sentire la musica del maestro veneziano), poi c’è la linea viennese, sotto abbiamo la colonia romantico tedesca, e in fondo in verde una sorta di super sintesi dell’opera italiana.

incontri-musicisti

Spero che tutto ciò solleciti la vostra curiosità. Poiché non sono uno storico della musica, anzi, tutto ciò che ho indicato è frutto di letture, studi e racconti dei miei maestri i quali spesso nell’enfasi apologetica del racconto hanno sicuramente mitizzato alcuni dati. Perciò amici e sopratutto colleghi, se trovate inesattezze segnalatemele, ve ne sarò grato!

Per le tabelle ho usato come fonte la mia vecchissima ma fidata Garzantina della Storia della Musica. Una volta tanto Wikipedia l’abbiamo lasciato stare.

 

 

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