Desiderare l’acqua come il cervo

Posted on 04/06/2013 by cesare del prato in Pillole

Credo che un bene prezioso sia svegliarsi la mattina e trovare nella propria anima un po’ di speranza, rimedio molto efficace per contenere quella bava di depressione che umidifica l’anima di noi tutti, spesso in modo eccessivo. Per questo amo molto un canto di Pierluigi da Palestrina, il celebre Sicut Cervus. Le parole sono una similitudine molto poetica: “Come il cervo (o la cerva) anela alle sorgenti d’acqua, così la mia anima anela a Dio”. Interpreto dunque questi versi come aspirazione alla speranza, se c’è qualcosa da desiderare c’è la speranza di fare ancora, di creare, pensare, comunicare; al netto ciascuno della propria fede.

Il brano è pieno del suo stile polifonico perfetto, e si appoggia delicatamente al confine tra la tonalità e la modalità. Oggi mi sono imbattuto in una piacevole conversazione su Facebook in cui si commentava un video cantori del Coro Thomas Tallis di Arduino Pertile che eseguono questo brano e si parlava della velocità, dell’andamento.

Loro, che qui vi propongo, hanno scelto un tempo molto lento:

Questa è una bellissima esecuzione, mi piacciono molto alcune voci in particolare. Ma io penso questo brano più veloce.

Nel XVI secolo, all’epoca dell’autore, questo brano si cantava durante la processione che portava al fonte battesimale, durante una particolare celebrazione che si teneva alla fine della quaresima. E per cantare questo brano durante una processione doveva avere un tempo “proprio” per camminare a passo di processione. Dunque il ritmo del brano, il tactus, si posiziona sui 55 al minuto, (55=una minima, cioè una di quelle strane pallette bianche con la gamba che ogni tanto si trovano sui righi di musica), che è un buon tempo per camminare lentamente e solennemente. Altre cose sono bellissime, ad esempio il melisma che c’è sulla parola acquarum, la prima che si pronuncia passando su varie note, come il gorgoglio dell’acqua, il senso di pace che trasmette proprio se cadenzato secondo il respiro nella quiete.

Ho incontrato un blog curioso in cui ho trovato conferme a queste cose che vi scrivo e anche altre informazioni, alcune di carattere esoterico e cabalistico, su cui devo dire, non mi sono troppo soffermato, ma forse incontra il vostro interesse.

http://chemyst.wordpress.com/2011/09/10/sicut-cervus-palestrina-esoterico/

Il tempo, il ritmo, il respiro della musica è un argomento da approfondire, perché è una di quelle caratteristiche che incidono sul messaggio musicale, la chiarezza del grumo di musica che si sta percependo.

A proposito, qui potete ascoltare una versione del Sicut Cervus diretta da me e dai coristi taschler degli anni 2000-2005,

Palestrina – Sicut Cervus – Coro Marco Taschler www.acmt.it

registrazione fatta dal vivo durante un concerto al pantheon. Concerto al Pantheon - gennaio 2004

Lo eseguiremo prossimamente con l’attuale Coro Polifonico Marco Taschler il 20 giugno, primo concerto della nostra prossima stagione. 

 

 

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