Grandi e piccoli: iniziamo alla grande.

 

943228_10201391304453261_1683680572_nE’ la musica, la musica ribelle
che ti vibra nelle ossa
che ti entra nella pelle
che ti dice di uscire
che ti urla di cambiare
di mollare le menate 
e di metterti a lottare

 

Così recitava una nota canzone di Eugenio Finardi qualche anno fa.

Niente di più vero, chiunque abbia avuto esperienza musicale di qualche tipo, sia essa anche solo una canzone prediletta legata a ricordi del presente o del passato, avrà provato sensazioni simili.

Per noi è lo stesso. L’ACMT vive di musica, musica ribelle a suo modo, perchè libera da ogni tipo di condizionamento. Con la rassegna “Piano Pianissimo Forte Fortissimo”, cui la serata di ieri ha dato il via, ha dimostrato di poter regalare semplicità e bellezza contando sulle proprie forze e sulla propria solidità di associazione di persone legate dalla stessa passione: la musica e la condivisione.

Il suono del pianoforte ha accompagnato le voci di grandi e bambini, in un’atmosfera rilassata ma solenne e coincidendo con la “Giornata Mondiale del Rifugiato”, abbiamo sostenuto e dedicato la nostra prima serata di concerti a questa causa importante, così come il presidente dell’associazione e direttore dei cori, Cesare Del Prato, ha tenuto a raccontarci con le sue parole dirette ed efficaci. Credo di dare voce ai pensieri di tutti quelli che hanno partecipato al nostro piccolo ma grande evento, completamente autogestito, dicendo che dietro ad ogni piccolo gesto si può nascondere una grande rivoluzione se fatto con la volontà di piantare un seme fertile. Con questo tipo di consapevolezza nulla può andare storto ed anche un problema tecnico imprevisto, come quello di cantare al buio per alcuni minuti a causa di un guasto alla centralina elettrica, si può trasformare in un momento di magia che sbalordisce tutti. E la  musica continua…

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

4 Comments

  1. Cara Lisa, si. E’ andata proprio cosi’, almeno per quanto mi riguarda, conservero’ un dolcissimo ricordo della serata di ieri. Cantare vicino a mia figlia, e vicino a persone divenute cosi’ importanti e’ davvero una magia. E il suono bello delle nostre voci illuminate solo dalla luna (anche se per pochi minuti) ha reso unica questa magia. Forse ci si rende migliori anche cosi’….ma ora pronti ad affrontare il magnificat!

  2. Grazie a te, caro maestro! :)

  3. cesare del prato 21/06/2013 at 13:26

    Brava Lisa, bell’articolo!

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