Conoscenza e competenza

Posted on 22/02/2014 by cesare del prato in Pillole

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Raccontavo ai miei allievi dei concetti di conoscenza e di competenza. E raccontavo del genio. I concetti, così come sono espressi da me e dunque del tutto personali. Come due pianeti Conoscenza e Competenza, si raggiungono per tappe. Prima la Conoscenza, capire un concetto. Avere l’immagine di come funziona una cosa, un ragionamento. La conoscenza che comincia necessariamente dalla curiosità, l’elemento essenziale, bisognerebbe sognare di poter insegnare solo quella.

E per spiegare questi concetti, dunque, facevo l’esempio di dover insegnare loro a fare un castello di carte. Si prendono due carte si mettono in equilibrio, poi si appoggiano altre due carte fino a fare un piano. Poi sopra si comincia a costruire il secondo. ora avete anche l’immagine mentale del castello di carte. Siete ancora nel pianeta della conoscenza e possiamo anche andare oltre, capire le leggi della fisica statica che regolano l’equilibrio, trovare l’angolo di collocazione delle due carte migliore, più efficiente, eccetera.

Però il castello di carte ancora non lo sappiamo fare, non l’abbiamo ancora fatto, sappiamo tutto ma non sappiamo farlo perché lo sai fare solo dopo che esiste nella realtà. Sei nlla conoscenza e se tu non ti metti li a sbatterti e imprecare finché non ti sta in piedi il castello, non l’hai fatto e dunque non lo puoi insegnare a qualcuno. La conoscenza può non essere trasferibile. Cosa grave..

Bisogna prendere la nostra conoscenza e trasferirci sul pianeta della Competenza per far diventare così la conoscenza trasferibile, e per soddisfare appieno la nostra curiosità primordiale. Dunque prendiamo un’astronave, e andiamo.

Come si chiama l’astronave?

Si chiama esercizio. Solo l’esercizio fa andare nella competenza. Solo ripetendo due pagine di storia si ha la competenza necessaria a trasferire alla professoressa che ti interroga, tutte le tue conoscenze. Solo buttando il sangue sul pianoforte e su un brano, sai come “funziona” il brano e ..accidenti se lo puoi trasferire, lo puoi suonare! E inoltre ne puoi anche parlare meglio che se non lo avessi mai suonato.

Inoltre noi siamo un popolo di visionari, matti furiosi. Siamo quelli tra tanti popoli, che si inventano l’idea geniale con maggior frequenza. Siamo il popolo del pensiero divergente del problem solving che non ti aspetti. Siamo il popolo che dell’errore che crea, dello “sbagliando s’inventa”. Lo siamo innegabilmente più di altri popoli, con tutto il nostro meschino a volte bagaglio di individualismo, di tiriamo a campà, di “procedi e spera”. E il genio il lampo di intuito creativo ti viene solo sull’astronave esercizio, non ti viene se stai a terra. devi stare nell’esercizio per trovare una soluzione nuova, per avere la possibilità di un pensiero interessante nuovo.

Così come tanti anni fa, avevo il mio primo coro ed eravamo tutti 25-30enni, non proprio sfaccendati ma molto meno oberati di ora. Le prove a casa mia erano una caciara, non mi veniva proprio di arrabbiarmi, ma si lavorava poco. Allora un pomeriggio prima delle prove ho sgombrato la coda del mio pianoforte e ho deciso di costruirci un castello di carte che desse l’idea di una tale precarietà per cui tutti dovevano stare più tranquilli e concentrati. Dopo mezz’ora stavo a carissimo amico, cadeva sempre. Allora ho preso un tubetto di attak e ho incollato tra loro le carte con un goccio di colla. Risultato perfetto, otto piani di solidità. Prove ovviamente eccellenti, minaccia di morte a chi facesse cadere questa meraviglia, tutti tranquilli, parlavano persino a bassa voce.

Dunque coristi, allievi e amici vari, il mio consiglio è Astronave Esercizio, ottima per viaggiare comodamente e in modo illuminato tra conoscenza e competenza..

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