Intorno ad un pianoforte

Posted on 17/02/2011 by cecca in 2010, Blog

Luca Monti, Irene Franceschini, Daniele Adornetto, Cesare del Prato - foto by Cilla

Questo è il pensiero di una cara amica sulla serata:

Quattro amici, un pianoforte, il sagrato di una chiesa. L’atmosfera è informale, promette buona musica e conversazioni rilassate…invece è magia. Ogni musicista traccia una linea, collegando brevemente la serata ad un passato comune. Anche la scelta dei brani suona come il proseguimento di un racconto…e il pianoforte diventa strumento dell’anima. I brani scelti evocano immagini, raccontano storie: famiglia, sogno, malattia e passione, attese, gioia, lavoro, scelte di vita. La musica emoziona sempre, ma questa sera prende vita una partecipazione commossa tra chi suona e chi ascolta: è un intreccio di note, pensieri, desideri, assenze reali e assenze temute. Non è facile, in Italia, vivere di sola musica: i nostri amici ci raccontano anche questo. Stasera ci ritroviamo, come carbonari, intorno alla musica: c’è indignazione per un paese assente e desiderio di rompere un colpevole silenzio. E’ una serata “militante”, che si conclude però nella gioia di una marcia turca mozartiana suonata a “sei mani”, con fogli di musica che si fanno voltare e volare dalle mani di un geniale organizzatore.

Luigia

Il 13 giugno scorso ho rincontrato quattro amici che erano sparsi per la vita e per il mondo da anni. Ci siamo tutti diplomati con lo stesso insegnante Elio Maestosi, il notro Maestro con la maiuscola.

Ci ha insegnato tante cose, ma forse la più importante non solo ad amare la musica, ma ad onorarla, ripettarla e “celebrarla”. Io da molestatore ho provato a coinvolgere tutti non in un concerto normale, ma ho provato a rompere gli schemi della forma “concerto per pianoforte – recital”, e a proporre una performance. Cui sono riuscito in parte e poi ho capito che tutti i miei sforzi in realtà hanno prodotto “solamente” in un’accelerazione molecolare di emozioni. Dunque pare che tutti si siano molto emozionati. Chi perchè suonava chi ascoltando e cogliendo proprio alcune realtà emotive che si sono create tra noi quattro. Per me resterà una serata indimenticabile, come anche resterà indimenticabile, c’è poco da fare, il vuotone di memoria spettacolare che ho avuto durnante l’esecuzione di un Intermezzo di Brhams, per me è stato il “battesimo” del buco nero. Ma anche quello paradossalmente è servito in positivo alla serata (c’è chi pensa che l’ho fatto apposta..).

Poi resteranno tutte le parole che abbiamo detto, oltre alle note. La rtestimonianza di Valeria (che non ho una sua foto..), la rabbia di Daniele che mentre parlava ringhiava contro il sitema musica. I mei appelli, Luca che vive a Vienna, ha raccontato che anche colà si taglia  per la crisi, ma non si toglie la dignità a chi fa il musicista, cosa che invece accade qui. Irene ha detto dell’amore sulla musica e per la musica.

Ad alcuni amici ho chiesto di scrivere qualcosa sulla serata, spero lo facciano e li inserirò qui di seguito.

L’appello a scrivere un pensiero lo rivolgo qui a tutti quelli che ci sono stati e vogliono contribuire. Basta una frase, eh?

Potete inviarla per mail direttamente a me: cesare del prato:  cesaredelprato@gmail.com

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