Una serata per collezionisti di emozioni

Posted on 17/02/2011 by cecca in 2010, Blog

foto by Sergio Cuvato

E’ stato come ricevere un regalo la mattina di Natale quando hai sei anni. Lo stesso stupore.

Una serata perfetta. Forse sono di parte, ma non è detto.
Musica a colori. Neanche la pioggia ha avuto il coraggio di fare un dispetto.

Gli angoli della voce arrotondati da una specie di dolcezza e al tempo stesso una vibrazione di una forza tale con cui il pubblico è stato scaraventato all’indietro.

Energia e un comune sentire di tutti gli attori sul palco.

Il primo pezzo di Mozart fa sgranare gli occhi ai partecipanti. Li osservo, mentre sento il coro pieno e assaporo ancora il colore del tramonto sul ‘cupolone’. Con Gabriel’s oboe il pubblico è definitivamente conquistato. Un sospiro ci accarezza. Non so più se è il vento sull’Aventino o se è la forza di tutte quelle voci.

Quello che vedo dalla mia prospettiva privilegiata sono i musicisti divertiti e sorridenti. E il coro affronta il palco con una sicurezza che forse non si aspettava. Intesa e complicità. Credo che la bellezza stia nell’essenza degli elementi che compongono la ‘scenografia sonora’, nell’unione di cuori diversi che hanno scoperto di avere un’anima in comune.

Questa è la sensazione che ho.

‘Nkosi sikelele africa, intanto. Kumbaya, poi, e i colori si fanno caldi nonostante ormai sia notte.
Vedo il pubblico rapito. E il coro ipnotizzato dal direttore.

Nobody knows e due minuti di magia. Can’t help falling in love la sento pulita, meditata, viva.

Quando il pubblico diretto da Cesare canta Happy Day ho una definitiva sensazione di calore.

Non è retorica. E’ un progetto originale, lontano dai cliché e sorretto da una fantasia dai tratti incredibilmente reali. E per una volta le regole le ha stabilite l’Arte a dispetto del mercato.

Bravi!

Manu

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