Gli inizi – 1994 – 1999

Posted on 16/01/2012 by cesare del prato in 1995-1999, Archivio, Notizie

Coro Taschler 1996 – Teatro Belli – Roma

belli 96

coro taschler al belli 1996jpg

 

Tornato da Vienna dove ero stato per studiare nel 1992 1993, incontrai per caso alcuni amici che mi coinvolsero nel mettere insieme un Coro Gospel.

Tra gli altri c’era Marco.

Già prima che morisse improvvisamente, il 30 ottobre del 1995, avevamo pensato di strutturare tutta l’attività del coro all’interno di un’associazione culturale. La sua scomparsa fu un volano di emozioni, coinvolse tutti, e ci spinse a reagire e a dare seguito a questo progetto.

Il 29 gennaio del 1996 davanti al notaio Giovanna Petrella naque l’Assocazione Culturale Marco Taschler.

Atto Costitutivo dell\'ACMT (3)

Ci dotammo di uno statuto che poi abbiamo aggiornato nel 2004, a cura del presidente dell’epoca Michel Mosseri

statuto acmt del 2004 ancora in vigore (2)

Dagli inizi cantavamo spessissimo ovunque, nelle Chiese ma anche nei locali. Dopo poco incontrai Mario Maglione Piromallo che mi propose di mettere su un nuovo coro poiché voleva coinvolgere molti amici, troppi per essere inseriti nel gruppo già esistente. A Mario Maglione, ed altri l’ACMT deve molto della suo successo iniziale, e molte iniziative rimaste nella memoria di tanta gente, come Lo Strillone, mitico “organo di stampa” dei Cori, in un’epoca in cui pochissimi avevano un pc, e internet ancora non esisteva quasi.

Lo Strillone – nemero del Dicembre 1996

Il Fumetto di Lucilla, insieme alle elezioni di Miss e Mister Coro (Velia e Federico) alzavano continuamente la tiratura..

E poi tanti concerti, tante serate, tante storie, tanta vita!

coro taschler 1999 big hilda

Concerto in Sardegna a Padru, ospiti di Katia

Dall’anno dopo la morte di Marco per circa 10 anni abbiamo fatto un concerto in sua memoria.

EFFETTO GOSPEL-s-teodoro1999

manifesto e volantini della prima rassegna Piano pianissimo forte fortissimo – dicembre 1996

manifesto e volantini di ppff 2 – giugno 1997

volantini di ppff terza edizione 1998

volantini di ppff terza edizione 1998

volantini di ppff 4 – giugno 1999

 

Una delle prime Tessere Socio ACMT

Relazione Conclusiva del primo triennio 1996 – 1999 di presidenza di Cesare del Prato

Gentili soci,

voi conoscete le mie abitudini, e sapete che generalmente, spesso a sproposito, se devo parlare in pubblico lo faccio a braccio, o al massimo laggendo qualche appunto, e perdendomi in lunghe digressioni. Questa volta ho scelto di leggere un testo non per dare a questa cerimonia un profilo più serio di quello che ha già, né tanto meno per autocelebrarmi, bensì perché lo richiede il ruolo che sto ricoprendo in questo momento. Il ruolo che in questo momento sto per assumere all’interno del nostro gruppo di soci –che tali sono oltre che amici, coristi, fantagiocatori, ecc.- è del tutto nuovo. Per molti mesi dopo la creazione dell A.C.M.T. ho avuto grandi difficoltà a far comprenere che impersonificavo due personaggi ben distinti, il direttore del coro, da una parte e il presidente dall’altra. Spesso mi sono trovato a dover prendere delle decisioni o meglio a proporre al consiglio soluzioni a problemi del coro o dell’associazione, vestendo ora dei panni ora altri, e alcune volte dovendo scegliere di mortificare un ruolo per favorirne un altro. Devo dire che ha sempre prevalso in me il ruolo del presidente, e questo soprattutto perché so che l’associazione è un contenitore vuoto pronto ad accogliere tanto quanto più si è disposti ad investire. Io ho investito molto in questa associazione, e non lo dico presupponendo un pentimento, non ho investito soldi, o forse ho investito potenziali guadagni, ma soprattutto ho impegnato energie mentali, e ore di lavoro di organizzazione. Ho imparato molte cose, perché ho commesso degli errori, qualche volta, e però ho avuto anche molte soddisfazioni. In tre anni siamo riusciti a  programmare, realizzare, sponsorizzare, 22 concerti, coinvolgendo cira 5000 spettatori. Hanno collaborato con noi molti musicisti professionisti, e non lo hanno fatto per farci un favore, ma sulla base di un rapporto professionale serio. Abbiamo consolidato l’organismo “coro” che è nato con la fisionomia di un improbabile gruppetto di persone che per passare una serata si vedeva per canticchiare, e che ora, senza peccare assolutamente di immodestia, compete con molti cori romani dal punto di vista della qualità propriamente musicale, e grazie all’appoggio dell’associazione e al lavoro di chi ha contribuito a organizzare, ha potuto muoversi, siamo andati a Padru, a Trieste, ottenendo sempre un discreto successo;  il concerto fatto a Roma in fondo davanti ad amici e parenti non fa molto testo.   Inoltre il coro, e forse è la cosa più importante, ora è riconoscibile come tale,  possiede una sua propria identità autonoma, al di là di chi lo dirige o di chi ne fa parte. Oltre al coro, poi, abbiamo aperto altre strade, tutte ancora da percorrere; le strade  delle visite guidate, dei laboratori didattici per lo studio della musica e eventualmente di altre discipline. Sempre per quanto riguarda i successi vorrei segnalare che io personalmente ho stabilito dei contatti con un’importante Associazione culturale che sta creando intorno a sé un consorzio di associazioni che rappresentino diversi aspetti delle attività culturali, che si svolgeranno in un importante centro polivalente situato in via Nazionale, con cinque uffici, una sala proiezioni, una sala da concerto, un bar, ecc;  il presidente di questa associazione, ha offerto a me personalmente, ovvero a me come rappresentante dell’ACMT, di occuparmi di tutti gli aspetti legati all’attività musicale che si svolgerà in questo centro. E’ chiaro che io sponsorizzerò in primis noi e che comunque qualunque decisione in merito a questo verrà presa nel futuro e anche a questo scopo saranno chiamati i consiglieri che state per eleggere. Non vorrei dilungarmi a ringraziare tutti quelli che hanno collaborato con me in questi tre anni, loro hanno gia la misura della mia gratitudine. Nè tanto meno vorrei scivolare in noiose quanto inutili e retoriche esortazioni a collaborare nei confronti di quelli che magari se non lo fanno è perché non hanno tempo né legittimamente voglia. Però vorrei porre l’accento su una considerazione che riguarda un’altra piccola conquista di questi tre anni, ovvero essere riuscito a infondere un minimo di cultura associazionistica, che credo sia del tutto vacante nella nostra società romana, troppo spesso pigramente individualista. Io per la mia natura sono portato a considerare il volontariato nell’ambito sociale con grande rispetto ma essendo un musicista ho scelto di impegnarmi nel volontariato culturale, che purtroppo per molti motivi che sarebbe lungo esporre in questa sede, è difficilmente riconoscibile. Per me l’arte, la musica la conoscenza esprimono una grande forza morale, che percorrendo le vie della bellezza possono condizionare in positivo la natura stessa di una società. Questo può apparire un discorso troppo idealista per questi tempi, però voi che cantate in un coro e che sapete in fondo cosa vi ha dato il coro e cosa vi da ancora, e che probabilmente molto spesso vi siete chiesti cosa vi fa uscire di casa alle nove di sera con il freddo e la pioggia, e che delle risposte ve le siete date, provate ad immaginare cosa perdono tutti quelli che non hanno fatto questa esperienza, tutti quelli che legano l’idea del coro a qualcosa che ha a che fare con la chiesa la parrocchia o con la virgolette musica classica bella si però io non la capisco eccetera. Bene questo è il volontariato culturale in cui io credo e per cui voglio lavorare. Per concludere vorrei tornare a ciò di cui parlavo all’inizio, al ruolo nuovo che mi trovo ad assumere nei confronti dell’associazione. Lo statuto assegna la carica di presidente come annuale per un massimo di tre anni, perciò le mie non sono dimissioni, non avrei motivo di dimettermi, bensì il semplice rispetto delle regole. Sarò il direttore del coro se il consiglio lo riterrà opportuno e, se sarò eletto, rappresentante nel consiglio, così per la prima volta potrò votare…

Il mio ultimo atto come presidente, se me lo concedete, è quello di candidare a mio successore colui che,  sia per le indiscusse qualità umane, sia per l’acuta sensibilità di critica con cui ha spesso stimolato l’attività della associazione,  critica sempre puntuale e azzeccata, esposta anche con quell’ironia che  è più incisiva di una polemica da baretto, sia infine per l’anzianità che contraddistingue la sua partecipazione al coro e all’associazione,  ritengo essere il candidato migliore. Mario Mazzone.


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