Maggiore, ma maggiore di cosa?

Posted on 16/04/2013 by cesare del prato in Pillole

triadi uccelliQuando ero ragazzo mi posi questa domanda a proposito della tonalità maggiore. Maggiore rispetto a chi? A quella minore, vabbè. Ma maggiore o minore di cosa? Poi studiando l’intonazione naturale e il temperamento equabile, ho capito. Ora, non posso in una pillola spiegarvi tutta questa parte dell’armonia. C’è un bel libro che vi consiglio “Temperamento. Storia di un enigma musicale”, di S. Isacoff (ed.ECT), se volete approfondire.

Il temperamento è stato il più importante e per certi aspetti devastante, compromesso della storia della civiltà umana. Ha cambiato completamente la storia della musica dal 1650 circa ai giorni nostri. Tutto compreso, anzi tutti compresi.. (da Bach che non a caso ha scritto due volumi del “Clavicembalo ben Temperato, al tipo che ha vinto l’ultimo festival di San Remo..), ci ha regalato la possibilità di passare da una tonalità all’altra, il classicismo, il romanticismo eccetera. Non si sa se non avessimo scelto questa strada quali altri universi musicali avremmo avuto, magari altrettanto meravigliosi.

Qui, per ora, accontentiamoci di una pillola, che ci serve anche per degli ottimi esercizi di intonazione per coro.

Da qualunque nota suonata o cantata, noi possiamo intonare una quinta. (es. se cantiamo DO, la quinta è SOL. Se partiamo dal RE, la quinta è LA). Le quinte sono le colonne d’ercole della tonalità, formano un’accordo “vuoto”, che rende un’idea di vaquità, di attesa, di sospensione. A volte utilizzate in modo efficacissimo nella letteratura orchestrale, spesso suonate dai corni.

Spettacolare ed efficacissimo è l’inizio di “Also sprach Zarathustra”, poema sinfonico di R. Strauss del 1896. Non a caso reso immortale dal genio di Kubrik in “2001 odissea nello spazio”. Ascoltatelo, sentirete una nota, poi la quinta, poi la stessa prima nota all’ottava, poi una rapida successione di due accordi, il primo maggiore il secondo minore. Semplice e perfetto, dunque geniale..

Nella vocalità corale faccio fare spesso questo esercizio: i bassi cantano una nota, e un’altra sezione canta la quinta da quella nota. È facile, dopo poco il coro lo fa automaticamente. Per “completare” nella tonalità, l’accordo perfetto, bisogna aggiungere una nota, ovvero la 3a dell’accordo; che essa sia maggiore o minore. (es in DO, la 5a è SOL abbiamo detto, la 3a maggiore è MI, la 3a minore è MIbemolle). L’esercizio è dunque per la sezione che deve “trovare” la terza dell’accordo. Io ovviamente decido se essa deve essere la terza maggiore o minore. È utilissimo per il coro questo esercizio, e sono bravissimi anche i bambini con un poco di allenamento.

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È utile, perché si canta questa terza dato l’ascolto delle due “colonne” che compongono la quinta. Ed è molto interessante come semplicemente cambiando la terza, tutta la tonalità cambia completamente da maggiore a minore.

Sta diventando troppo complicato, accidenti. Per chi canta nei cori sono cose che si capiscono. Un piccolo video sarà di supporto.

I bambini sono spettacolari quando gli chiedo di descrivermi il tono maggiore e il minore, e le loro differenze, si inerpicano in spiegazioni con i colori, oppure con gli stati d’animo. Ma è come descrivere qualcosa di indescrivibile con il linguaggio parola, per questo le descrizioni più interessanti vengono dai bambini che hanno questo modo assurdo di racchiudere un pensiero in una frase che racconta tutto il loro mondo fantastico.

A volte lo studio della musica, anche quello della teoria della musica, insegna tante cose collaterali. Se cambiando una piccola nota tra tante, cambia tutta l’atmosfera evocativa del brano, forse potrebbe essere così o dovrebbe essere così in tante situazioni della vita. Magari non lo sappiamo ma se tutto ciò che ci circonda a volta sembra essere piatto, grigio e noioso, forse basta cambiare una piccola nota per vivere in uno scenario del tutto nuovo, completamente diverso e ricco di spunti e di energie per il giorno che ci aspetta domani.

 

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