I Saggi sono saggi?

Posted on 29/05/2013 by cesare del prato in Pillole, Senza categoria

dice il saggioA chiunque faccia musica, o come insegnante o come allievo o come dilettante capita inevitabilmente il momento del Saggio che può diventare un dramma. Ci sono alcune regolette della mia esperienza che voglio scrivere qui, con molte omissioni e dimenticanze, e magari cose che funzionano solo con me, dunque non trasferibili, ma forse no.

Il saggio deve essere breve e sereno. Non è una gara, e non c’è confronto. I saggi devono essere brevi, piccole situazioni piacevoli anche per i genitori e amici che magari per sentire il bimbo che fa un pezzetto di 3 minuti si devono sentire 3 ore di saggi. Ai miei allievi non dico mai bene cosa suoneranno, a volte lo decidiamo li per li, a volte è ovvio ma non se ne parla quasi mai. Il pubblico deve stare comodo e bisognerebbe scegliere fasce orarie comode per tutti. Io evito sempre registrazioni, foto ufficiali, abiti eleganti. Non è un concerto, è uno stare insieme per fare un po’ di musica, esattamente l’antesignano del “concerto” ottocentesco. Infatti è molto più lungo il tempo in cui si faceva abitualmente musica in casa rispetto al periodo d’oro borghese del concerto classico che noi riproduciamo pigramente nel proporre degli incontri di persone che si trovano per fare musica, ascoltarla o cantarla. Bello per esempio, se si hanno cori di bambini, organizzare dei saggetti in cui però sono “costretti” a cantare anche i genitori.

Alcuni grandi musicisti hanno contestato il format del concerto, ad esempio Glenn Gould, che lo equiparava a un’arena, una corrida. Lo spettacolo dell’equilibrista che magari cade. Il pubblico tifoso, quello che conosce le partiture più famose meglio dei musicisti professionisti, e che vanno a concerto per “aspettare” il solista sul dato passaggio virtuosistico. Chi non ha mai indugiato su questo tipo di curiosità. E a me piace molto in realtà. Io ritengo che i musicisti abbiano quel goccio di narcisismo in più che serve a stare su un palco, il bisogno di comunicare diventa anche il bisogno di apparire, così come apparendo posso compiacermi ed avere le motivazioni che mi servono per l’impegno che ci devo mettere..

Ma, insomma, discorsi complessi, da cui è giusto che i bambini stiano al riparo, secondo me, fino a che non abbiano una personalità che li possa sostenere.

Discorso a parte meritano i Saggi nella scuola. Nelle scuole spesso si confonde il concetto di educazione musicale e educazione alla performance, son due cose diverse. A me nelle scuole piace ala fine dei laboratori proporre l’equivalente di una lezione aperta, è molto più utile a tutti.

Dunque buoni  saggi a tutti!

 

A proposito! noi avremo dei saggetti alla Cesana il 3 e il 6 giugno dalle 14,30 alle 16 circa.

Poi l’8 e il 15, sabati mattina al Teatro Vascello, dalle 11,30 alle 13.

Ci sentiamo con gli interessati per i dettagli

 

 

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