Le magiche formule rimiche

Posted on 02/03/2014 by cesare del prato in Pillole

Ai miei allievi coristini faccio imparare a leggere la musica partendo dalle formule ritmiche di Kodaliana memoria. Non saper leggere la musica per molti concittadini europei, equivale a non saper leggere la propria lingua. Infatti è un’anomalia tutta italiana, in molti paesi europei e non, la grammatica della musica, 5 righe, chiave di violino e basso, eccetera, sono segni che si insegnano alle elementari, e ci si allena a leggere per tutta il tempo della scuola, suonando o cantando. Ma in Italia ci vantiamo quasi di non sapere decifrare le note, e pensare che fu proprio un italiano mille anni fa, ad avere l’intuizione di usare righe e spazi. Mi piacerebbe fare un programma che si intitola “Non è mai troppo tardi”, per insegnare a tutti leggere, però non si impara se poi non si ha nulla da leggere o da scrivere..

Per questo io abbino alla spiegazione delle formule ritmiche, delle cose da scriverci che vengano dai brani cantati nel coro, dai vocalizzi, dagli esercizi vocali, e da altri spunti di composizione ritmica come i Rap, ovvero il parlato ritmico. Fate fare ai ragazzini di seconda media i rap, fateglieli scrivere colleghi A032, vedrete che saranno felicissimi di lavorare, e la loro capacità di lettura migliorerà rapidissimamente. Ogni tanto spegnete quei flautini per favore!

Tradizionalmente la teoria musicale si spiega partendo da una nota che vale 4 tempi, per poi passare a a quelle che valgono due, poi uno, poi 1/8 eccetera, ovvero un concetto che implica la divisione. Vi immaginate parlare ad un bimbo di 6 anni di musica e partire dal dovergli spiegare le frazioni?  Impossibile e.. crudele! Kodaly ha pensato di partire dall’ UNO, cioè dal tactus, dal respiro, dal cuore che batte. E questo uno lo ha chiamato TA. Da cui altri gruppetti di note  possono essere chiamati in analoghi modi che ricordano il loro ritmo. Nella foto vedete le principali formule, ovvero gruppetti di segni che rappresentano come eseguire il ritmo che indicano. Vedete il TA e come si scrive, una nota nera con una gambetta. Per la cronaca si chiama semiminima, e se volete vale 1/4. Un quarto rispetto alla semibreve che è una bianca vuota e senza gambo, una specie di capo delle note ovvero come nota ancora più lunga, che si chiama breve, di cui però si è abbastanza persa traccia, che sopra di se non ha nessuno. Abbiamo due crome, (TITTI), poi quattro semicrome (TIRITIRI), eccetera.

E’ facile e divertente srivere formule in grande una per ciascun foglio A4 e poi fare delle composizioni “umane” ciascuno con il foglio davanti alla propria pancia. oppure fare un elenco di parole che si possono usare al posto di ta, titti e tiritiri. Ad esempio:

TA = la, lì, su giù, mo, boh, va ,ecc..

TITTI = latte, pane, cane, rana, strada, sissi, gatto, carlo, Dario Paolo, cacca, piscia eccetera.

TIRITIRI= parmigiano, elefante, marmellata, candeggina, circostanza,eccetera..

Da cui fare ad esempio delle frasi assurde mettendo insieme poi le parole, e scriverle in forma ritmica, e poi leggerle tutti insieme, è un ottimo modo per fare musica, magari con l’aggiunta di un po’ di strumentini a percussione.

Buon divertimento!

qui trovate lo schema delle formule ritmiche in formato pdf scaricabile

Formule ritmiche (385)

FORMULE-RITMICHE

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