Marco Taschler Marco è stato un caro amico e uno dei miei primi coristi. Il 30 ottobre del 1995 se ne andato di colpo a ventiquattro anni. Avevamo tutti quell'età e la morte improvvisa di uno di noi ha creato un forte legame tra tutti e un sentimento nuovo circa il significato che aveva il vedersi, stare insieme con la musica, fare dei piccoli concerti, avere un pubblico che ci seguiva.

L'idea di creare un'associazione per la gestione delle attività del coro era stata già proposta e fra i maggiori promotori c'era proprio Marco. Così Federico R. la sera dei funerali che passammo tutti insieme propose un brindisi a Marco e di intitolare a lui l'associazione che ci promettevamo di creare. Oggi sono passati 14 anni e molte cose sono cambiate. Con tantissime persone sono rimasto a stretto contatto, alcuni cantano ancora nei nostri cori. DI alcuni ho perso le tracce o le vedo e sento solo sporadicamente, ma magari attraverso questo sito avremo la possibilità e l'occasione di rincontrarci.

Ma il senso profondo che mi spinge a creare ancora cori, gruppi di amici che condividono delle emozioni, -"oggetti" dell'anima che ancora si possono condividere solo incontrandosi e facendo arte insieme, musica, teatro, danza, vedere, ascoltare e "sentire"- il senso è ancora lì, in quel pub di Piazza del'Emporio. L'incontro di quelle giovani anime brillò grazie a quello che facevamo, e io ho capito cosa faceva brillare quelle anime, non solo la giovinezza ma anche sopratutto che condividevano emozioni.

Poi in quattordici anni ho capito che avviene molto spesso e non è legato all'età, molti gruppi si sono formati quasi ciclicamente, ogni 3 anni circa si crea un coro una situazione che mette insieme le persone più diverse e distanti. Ho visto 24enni e 64enni di sera durante uno stage trattarsi come adolescenti, ho seguito la formazione di credo 7 - 8 famiglie una dozzina di bambini, ma anche persone che dall'esperienza del coro hanno formato gruppi vocali, o hanno fatto del canto e della musica la loro professione. Abbiamo anche avuto grandi scontri e grandi crisi mai per motivi di interesse ma sempre con motivazioni sottintese di carattere emotivo e appassionato.

Dunque tutto cambia e nulla cambia, cambiano le persone e le idee, i progetti e gli obiettivi, ma l'anima è sempre quella. Per questo questa associazione si chiama ancora con il nome di Marco Taschler, e nel suo ricordo, con un certo orgoglio, continuiamo a operare.

 

Cesare del Prato

 n.b.:

Questo articolo vuole essere implementato da tutte le testimonianze possibili di amici che hanno contribuito allo sviluppo dell'ACMT. Chiediamo a tutti coloro che vogliono di inviarci un messaggio, una foto, un ricordo del loro stare nel coro e frequentare l'acmt. (non abbiamo una bella foto di marco ad esempio!)

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